Pasquale Dragonetti

Pasquale Dragonetti nato il 16/09/1972, vive a Senise, laureato in Ingegneria per l’ambiente e il territorio svolge la professione occupandosi principalmente di tematiche ambientali.

La passione per i temi ambientali, lo ha portato a costituire un centro di educazione ambientale per la sostenibilità (C.E.A.S. Lago Montecotugno) accreditandolo al Dip. Ambiente della regione Basilicata, inoltre coadiuva con associazioni/fondazioni come WWF, FAI.

Ha svolto una serie di progetti e attività mirati alla divulgazione dell’educazione ambientale e alle buone pratiche rivolte sia ai ragazzi della scuola dell’obbligo che ad adulti.

Tra i progetti espletati, ha investito particolarmente sulla ricerca di elementi territoriali paesaggistici come quelli legati alla terra cruda ed in particolare sulle case di terra, rudimenti architettonici ancora presenti in tutto il mondo così come nella media valle del Sinni e dell’Agri. Da questo elemento, sono state realizzate una serie di iniziative (www.terramediterranea.com) che hanno avuto come finalità ultima la riscoperta di emergenze paesaggistiche capaci di raccontare la cultura del luogo e proponendosi come alternativa al mercato globalizzato. Sotto un aspetto formativo ed informativo le azioni messe e da mettere in campo devono mirare a ri-educare all’ambiente e alla sostenibilità consideratol’attuale modello economico globale.
Da questo, il grande interesse a parlare di identità locale, comunità, paesaggio, cultura mediterraneaanche attraverso le case di terra, riferimenti di cultura territoriale che come i sassi di Matera sono capaci ad un tratto di far esplodere un dinamismo economico-sociale, capaci di far nascere attorno a loro una rete di soggetti e studiosi di forme alternative di turismo e sviluppo dei territori interni.  Il lavoro principale risiede nel ricercare quegli elementi territoriali e paesaggistici che posseggono un forte potenziale di attrazione in quanto detentori di cultura e tradizioni, proporre progetti mirati alla loro tutela e conservazione per poi immetterli nel mercato eco-turistico.

Perché hai scelto di vivere e operare sul Pollino?
Vivere e operare nel luogo in cui si nasce e ci si forma, rappresenta la volontà della maggior parte degli individui, spesso dipende dalla volontà di ognuno di noi ricercare quegli aspetti che giustificano e gratificano la permanenza nel luogo di appartenenza, cercando e utilizzando i mezzi per migliorarlo e innovarlo sia socialmente che paesaggisticamente.

Quali opportunità ti ha dato il territorio e perchè pensi che non le troveresti altrove?
Tutti i territori potenzialmente offrono opportunità, anche il deserto le offre, sta ad ognuno di noi ricercarle attraverso un’adeguata formazione e sfruttarle sempre sotto il faro della sostenibilità ambientale. Mi piace l’idea di essere parte attiva di un ammodernamento territoriale attraverso un sano colloquio tra le diverse parti sociali. Questo aspetto in alcuni posti non è semplice attuarlo.

Quali speranze offre il Pollino?
Le speranze che un territorio come quello del Pollino può offrire oggi sono molteplici, in alcuni casi direi “certezze” se penso ad esempio l’eco-turismo. Se è vero che sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico le condizioni ci sono tutte, il punto labile si riferisce, evidentemente, alle genti…….del pollino.

Perchè un milanese o un siciliano dovrebbe venire sul Pollino?
Se viaggiare vuol dire anche e soprattutto cultura allora il Pollino non deluderà. Considerando solo questo aspetto nessuno è escluso, né milanesi né siciliani.

A chi consiglieresti di non scegliere il Pollino come meta per le sue vacanze?
Essendo costretto a dover scegliere obbligatoriamente, punterei sulla fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni, coloro che potenzialmente sono in cerca di un turismo di massa.

Se dovessi realizzare una cartolina come rappresenteresti il Pollino?
Con un volto rugoso di un anziano/a, che con le sue attività manuali ha vissuto il territorio, che lo ha sicuramente modificato con la consapevolezza di operare su una terra che le dava sostentamento. Dunque con un volto che ha modificato il paesaggioin modo rispettoso e cosciente.

Uno slogan per presentare il Pollino potrebbe essere?
“A tutti, ma non per tutti”.

 

Se vuoi contattare Pasquale Dragonetti clicca sull’immagine in basso

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