Felicetta Gesualdi

Un’antica leggenda racconta che un giorno un giovane marinaio regalò alla sua sposa come pegno d’amore un’alga rara detta “trina delle sirene” quando il giovane partì la sposa volle fissare nella memoria quel dono con un filo sottile ed un ago ne riprodusse la delicatissima bellezza creando un pizzo meraviglioso, è il puntino ad ago di Latronico.
Quell’arte è stata recuperata e portata alla luce da Felicetta Gesualdi e dall’associazione il Tassello.
Felicetta è nata e vissuta a Latronico, medico di professione e ricercatrice di cultura e tradizione per passione.

Perché ha deciso di investire tempo e impegno per creare nel Pollino tale attrattiva?
“Perchè mi sono resa conto dell’importanza e della bellezza di quest’arte che ho scoperto essere unica in Italia. Insieme ai soci dell’associazione abbiamo fatto una serie di ricerche per cercare di capire se realmente questa tecnica era conosciuta in altri posti, e ci siamo resi conto che l’unico posto dove attualmente è praticata è Latronico.
Nel passato è stata conosciuta e praticata anche in altri paesi che sono situati lungo le sponde del fiume Sinni. Ci siamo chiesti come mai la rete dei pescatori, che è alla base del merletto, veniva realizzata qui da noi paese di montagna dove di pesca non si era mai parlato.
Tra le ipotesi che abbiamo avanzato c’è che questa tecnica è stata importata dai coloni greci durante le loro emigrazioni che con l’incontro con le popolazioni enotrie hanno prodotto simili rara bellezza. Tutta la ricerca che abbiamo svolto è stata sempre per avere conferma di questa ipotesi che abbiamo avanzato”.

Quali opportunità ti ha dato il territorio e perché pensi che altrove non le troveresti?
“Altrove non troverei il puntino ad ago. Qui sono stata agevolata dal lavoro che faccio e dall’incontro con le donne che sanno fare il merletto. La stessa associazione nasce grazie alle amicizie che sono favorite in un paese piccolo come Latronico. Siamo un gruppo di amici che abbiano deciso di creare quest’associazione e di profondere le energie che abbiamo con questo scopo, abbiamo uno scopo in comune. Non avrei potuto creare una rete simile a Napoli dove del merletto non conoscevano niente e dove io non conoscevo persone che eventualmente potevano aiutarmi nella maniera giusta”.

Quali speranze offre il Pollino?
“Il Pollino è una miniera di possibilità, sta solo a noi la capacità di scegliere le attrattive principali tra le quali può esserci il merletto o altre cose. Perché noi abbiamo una grande potenzialità, noi che ci stiamo ci rendiamo conto della bellezza dei paesaggi, dei monti, delle acque queste sono delle caratteristiche che non si trovano in alcuna parte dell’Italia”.

Perché un milanese o un aquilano dovrebbe venire sul Pollino?
“Intanto troverebbe qualcosa di diverso da quello che abituato a vedere. In Italia e anche all’estero i paesaggi spesso sono molto monotoni.
Qui abbiamo una ricchezza di paesaggi che non si trova a nessuna altra parte. Possiamo vedere dall’alto del Pollino il Golfo di Taranto o di Policastro. Abbiano possibilità di vedere mari e monti contemporaneamente. Abbiamo una ricchezza di acque, a Latronico abbiamo le acque solfuree. Non dappertutto si trova questo. Solo noi non abbiamo ancora la capacità di rendere utili e capaci di attrarre le nostre capacità, le dobbiamo solo mettere in evidenza.
E secondo me tanto dobbiamo provarci fino a che ci riusciamo”.

A chi diresti di non venire sul Pollino?
“A chi non ama la cultura e la natura”.

Se dovessi realizzare una cartolina sul Pollino come la faresti?
“Ci metterei il pino Loricato, qualche bosco e paesaggio bellissimo, qualche donna che lavora nella realizzazione del merletto, la possibilità di vivere in case che hanno ancora la chiave vicino ai portoni. Casette piccolissime di pietra con finestrelle dalle quali sporgono vasi con il basilico o gerani”.

E uno slogan?
“Ricamare il Pollino”.

Se vuoi contattare Felicetta Gesualdi clicca sull’immagine in basso

il_tassello

 

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