Biagio Accardi

Biagio Accardi originario di Tortora. Artista, suonatore, viaggiatore e studioso della società tradizionale e moderna dei luoghi in cui vive. Da sempre promotore, insieme all’Associazione Culturale CattivoTeatro (costituita nel 2002), di eventi artistico-culturali volti alla valorizzazione del Sud e delle sue tradizioni. Accardi come il tradizionale cantastorie propone da qualche anno Viaggiolento, una passeggiata fatta rigorosamente a piedi insieme alla sua asina Cometa Libera.

Un viaggio che nasce con l’esigenza di sottolineare la necessità di rallentare, di tornare a ritmi più umani, perché questo progresso così sfrenato non si sa dove ci sta portando. Un vero e proprio elogio alla lentezza.

 

Perchè questa idea e perchè sul Pollino?
L’idea nasce durante la ricerca sulla figura del cantastorie, e dopo la lettura de “le ragioni dei cantastorie” di Mauro Geraci. La visione romantica del protagonista Orazio Strano mi ha ispirato nella creazione di Viaggiolento. Mi sono chiesto perché per portare avanti la mia arte dovessi andare in giro per l’Europa spostandomi con mezzi e locomozioni veloci, è nato così un lavoro a Km 0. Perché sul Pollino? Perché è la mia terra e se è vero che esso offre poco è anche vero che da ancora la possibilità di inventarsi un’attività. Il Pollino ha delle caratteristiche uniche da promuovere quali ad esempio il miglioramento della cultura del territorio, della qualità della vita, della mentalità del territorio…

Quali opportunità ti ha dato il territorio e perchè pensi che non le troveresti altrove?
Opportunità legate esclusivamente all’ambiente naturale, è un territorio così bello che basta poco per valorizzarlo e promuoverlo, anche una idea sobria come viaggio lento. Penso che opportunità ne avrei trovate ovunque ma diverse poiché ogni territorio ha le sue caratteristiche.

Quali speranze offre il Pollino?
Accardi ci risponde con una poesia:
“le montagne salveranno il genere umano.
Grato il mare dona follie nelle tenui sere di primavera.
Vago sulla tua soffice carne bianca avorio.
Mi perdo in un abbraccio che il romito canta e incanta.
Spiegarsi non sa!
Ma presto capiremo tutti con l’intuito”.
Poi aggiunge: la speranza è quella di porre lo sguardo verso le montagne e promuovere un nuovo modello sostenibile, rispettoso per l’ambiente.

Perchè un milanese o un siciliano dovrebbe venire sul Pollino?
“Perché trova quello che non ha trovato altrove. Penso che chiunque nella vita almeno una volta nella vita dovrebbe venire sul Pollino perché ci sono cose uniche, quali la musica, la cucina, la cultura, il Pino Loricato… E’ uno dei gioielli che conviene visitare

A chi consiglieresti di non scegliere il Pollino come meta per le sue vacanze?
A tutti coloro che pretendono di trovare quello che già offre la quotidianità per esempio: una poltrona, la televisione, il cibo di tutti i giorni, lo stesso stress e divertimento che si trova ovunque e q chiunque non è disposto a parcheggiare la propria automobile per un giorno.

Se dovessi realizzare una cartolina come rappresenteresti il Pollino?
Rappresenterei il monte Pollino come una divinità, proprio come un tempo lo vedevano gli antichi greci.

Uno slogan per presentare il Pollino potrebbe essere…
Se volete allontanarvi dallo stress della vita quotidiana fatevi una passeggiata tra i monti del Pollino.

Se vuoi contattare Biagio Accardi clicca sull’immagine in basso

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