Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino è nato a Frosinone dopo una laurea in fisica nucleare ha svolto gran parte della sua attività professionale all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Dal 1991 al 1994 con la moglie e la figlia di 4 anni ha fatto il giro del mondo in barca a vela. Nel 2004 ha smesso di lavorare ed è rientrato in Basilicata, a Fardella, paese di origine dei suoi genitori. Qui tra le altre cose dipinge, è volontario del gruppo lucano di protezione civile ed è presidente del comitato promotore della fondazione di comunità lucana Robert Mallet.

 

Dopo aver girato il mondo perché hai scelto di vivere in Basilicata e in particolare nell’area del Pollino?
Sostanzialmente per il desiderio di tornare a casa, una volta deciso di lasciare il lavoro per provare il mondo dell’arte ho pensato al pollino, area tranquilla in cui ognuno può concentrarsi per un’attività di questo tipo.

Quali opportunità ti ha dato il territorio che non hai trovato altrove? 
In primo luogo l’impegno del volontariato mi ha dato la possibilità di scoprire il senso di solidarietà che all’estero era venuto a mancare, ho capito come il concetto di qualità della vita non è legato solo al fare le cose nel modo frenetico delle grandi città ma è fondamentale avere la capacità di stare bene con se stessi. In secondo luogo la bellezza di questi luoghi, bellezza diversa dagli altri parchi, più calma dove si scopre un equilibrio tra uomo e natura, questa bellezza tranquilla mi è servita molto per affrontare il discorso artistico.

Quali speranze offre il Pollino?
Il pollino è la parte principale del più grande corridoio ecologico d’Europa, è l’area a più alta a biodiversità che ha un ruolo fondamentale nell’equilibrare i problemi che possono derivare dall’utilizzo di una serie di risorse naturali di questo territorio, ad esempio il petrolio, se riusciamo a capire l’importanza che quest’area ha, a livello di ambiente Italia, si può cominciare a pensare a una valorizzazione del Pollino che parta da un lato dal valore della biodiversità e dall’altro lato dalla costruzione di un modello per far vedere come è possibile far convivere in maniera armoniosa ambiente e sfruttamento di risorse naturali. A questo si aggiungono una serie di possibilità più tradizionali, in un’area come questa lo sviluppo di forme ecologiche di turismo e agricoltura sono quasi naturali, e lì che bisognerebbe puntare molto, superare una serie di limiti, soprattutto riuscire a presentare al mondo questi valori.

Perchè un turista dovrebbe venire sul Pollino?
Perché in quest’area meglio che in altre parti si può riuscire a coniugare la bellezza dell’ambiente con il senso della comunità. Papa Francesco nell’enciclica laudato sii scrive: “un modello di comunità di piccoli produttori optano per sistemi di produzione meno inquinanti, sostenendo un modello di vita, di felicità e di convivialità non consumistico”. Questo tipo di modello forse ancora non esiste ma qui è possibile costruire.

A chi consiglieresti di non scegliere il Pollino come meta per le sue vacanze?
A tutti coloro che pensano di utilizzare il territorio come getto d’uso, se uno non ha un senso del bene comune e la voglia di stare in natura è meglio che non intraprenda un viaggio nel Pollino.

Se dovessi realizzare una cartolina come rappresenteresti il Pollino?
Scegliere un’immagine di tipo paesaggistico che metta assieme la grande varietà paesaggistica del pollino che è particolare e difficile da trovare.

Quale sarebbe il tuo slogan per presentare il Pollino?
Il pollino un esempio di armonia tra natura e uomo

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